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Perché scegliere il digiuno intermittente e non un’altra dieta?

Fra i metodi di dimagrimento più di tendenza spicca senza dubbio il digiuno intermittente, spesso chiamato anche in Italia in inglese intermittent fasting. Se anche tu sei interessata a scoprirne di più su questo approccio innovativo, continua a leggere per vedere le differenze rispetto alle principali diete alternative.

Il confronto si svolgerà sul paragone puntuale fra digiuno intermittente e 6 diete diverse!

1 Intermittent fasting vs diete povere di grassi

1 Intermittent fasting vs diete povere di grassi

I grassi sono spesso considerati “l’uomo nero” dell’alimentazione, una specie di spauracchio da evitare a tutti i costi se si desidera dimagrire. Forse anche tu avrai provato, senza grande successo, una dieta con pochi grassi o che li elimina del tutto. Questo approccio, consigliato a tutta la popolazione americana a partire dal 1977 per ridurre l’insorgere di problemi di obesità e patologie cardiovascolari, è sicuramente efficace sul breve periodo ma tende a fallire miseramente sul lungo termine.

Con il termine dieta povera di grassi, intendiamo piani nutrizionali che prevedono che l’apporto calorico totale non possa giungere per più del 30% (10% per gli approcci più estremi) da grasso. Particolare attenzione è rivolta alla riduzione di grassi insaturi. Sebbene si tratti di una strategia con buone basi scientifiche, risulta difficile da applicare dopo il periodo iniziale e non risolve il nodo del “come” e “quando” si mangia invece che “cosa”. Questa è la differenza fondamentale con l’intermittent fasting.

2 Confronto con la dieta ipocalorica

2 Confronto con la dieta ipocalorica

Se desideri dimagrire, è indubbio che il numero di calorie assunte dovrà essere inferiore rispetto a quelle consumate.

Questa è la base matematica su cui è stata edificata tutta la teoria sulla dieta ipocalorica. E, nella quasi totalità dei casi, anche i piani nutrizionali basati sul digiuno intermittente prevedono un deficit calorico, risultando quindi anch’esse diete ipocaloriche.

La differenza sta nella distribuzione temporale delle calorie assunte. A seconda del tipo di digiuno intermittente, tutte le calorie verranno immesse nel nostro organismo in un periodo di tempo limitato, oppure osservando giorni di digiuno assoluto.

Nelle diete ipocaloriche classiche invece questo status di “carenza calorica” si mantiene tutti i giorni, provocando inizialmente l’utilizzo delle riserve di glicogeno e dopo di quelle di grassi.

Se però non viene applicata correttamente, potrebbe portare il nostro organismo in una sorta di “fame apparente” che provoca il catabolismo muscolare per avere l’energia necessaria. 

Il risultato? 

  • Stanchezza.
  • Dolori alle gambe e ai muscoli.
  • Calo delle difese immunitarie.
  • Problemi alla pelle.

Ecco perché la varietà e l’adattabilità del digiuno intermittente sono visti da molte come una vera e propria evoluzione rispetto alle diete ipocaloriche di qualche anno fa.

3 Digiuno intermittente vs Dieta Dukan

3 Digiuno intermittente vs Dieta Dukan

La dieta Dukan è molto famosa, specie fra gli sportivi, ed è un approccio nutrizionale che tende a tagliare al minimo i carboidrati e i grassi, concentrando l’apporto calorico tramite l’assunzione di proteine.

A fronte del grande successo registrato nella decade 2000 – 2010, la dieta Dukan non si basa su pilastri scientifici inattaccabili:

  • La scarsità di carboidrati e fibre potrebbe provocare disturbi intestinali.
  • L’aumento repentino e mantenuto costante nel tempo nell’assunzione di proteine può provocare l’insorgere di patologie renali.
  • A fronte di ottimi risultati nel breve periodo, risulta difficile completare la transizione nelle fasi successive.

Il vantaggio del digiuno intermittente sulla Dukan è, che una volta implementata, è più facile da mantenere poiché permette maggiore varietà sul cibo che può essere mangiato.

4 Dieta Keto a confronto con il digiuno intermittente

4 Dieta Keto a confronto con il digiuno intermittente

La dieta Keto, o chetogenica, prevede un approccio simile alla dieta a basso apporto calorico, con la differenza che circa dal 75 al 60% delle calorie dovranno arrivare da grassi, lasciando il resto principalmente alle proteine e una minima percentuale ai carboidrati.

Lo scopo è simile a quello di altre diete simili: ridurre l’apporto di carboidrati così da portare il corpo a prendere energia dai grassi. La chetosi è proprio il nome scientifico della creazione di energia muscolare attraverso i grassi.

Secondo molti è la dieta migliore per perdere peso e utilizzare in combinazione con il digiuno intermittente, sebbene risulti particolarmente complicata da accettare per il nostro organismo, specie nei primi giorni, in cui sentirai poca energia e un senso di malessere generale.

5 Dieta paleo o digiuno intermittente?

5 Dieta paleo o digiuno intermittente?

La paleo-dieta tende a replicare ai giorni d’oggi, l’approccio nutrizionale dei cacciatori e raccoglitori che vivevano senza malattie e con corpi privi di grasso più di 10mila anni fa.

In questo caso, si dice un no categorico a tutti i cibi “industriali”, ovvero raffinati. Quindi solo materie prime di qualità, non lavorate e possibilmente provenienti da aziende agricole biologiche ed ecocompatibili.

Riducendo al minimo l’apporto di zuccheri raffinati, si nota nella stragrande maggioranza dei casi una riduzione della massa corporea, un miglioramento generalizzato dello stato di salute e una riduzione media di 4 cm sui fianchi in poche settimane.

Ecco perché, anche in questo caso, non si tratta di una vera e propria contrapposizione ma di una dieta che può essere utilizzata ed esaltata al massimo insieme all’Intermittent Fasting.

6 La nostra dieta mediterranea o il digiuno intermittente

6 La nostra dieta mediterranea o il digiuno intermittente

Se siete arrivate fino a questo punto della lettura, avrete capito che il digiuno intermittente è un approccio innovativo al mondo dell’alimentazione, diverso da tutte le diete. In diversi casi, può lavorare in comunione con un approccio dietetico, specie se ti stai provando bene.

Ecco perché abbiamo deciso di mettere a confronto il digiuno intermittente con la dieta mediterranea, la più comunemente utilizzata in Italia. Una dieta, che non mette troppi paletti rispetto al “cosa”, purché ci sia varietà, qualità dei prodotti e un corretto bilanciamento fra i macronutrienti.

Se applicata correttamente, con un occhio attento all’apporto calorico, può apportare benefici notevoli insieme al digiuno intermittente. Naturalmente, con il giusto rigore e l’attenzione che serve per arrivare ai risultati sperati.

Ecco i risultati delle persone che hanno provato un piano alimentare personalizzato di Digiuno Intermittente per almeno 28 giorni:

Body transformation
Giulia K, 41 anni
Body transformation
Martina J, 39 anni
Body transformation
Greta P, 46 anni

Ti interessa scoprire di più sul digiuno intermittente?

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