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Digiuno intermittente – Intermittent Fasting

Hai mai sentito parlare del digiuno intermittente (spesso chiamato col termine inglese intermittent fasting)? Si tratta di un approccio innovativo e fondato su solide basi scientifiche che ha già aiutato milioni di uomini e donne di ogni angolo del pianeta a dimagrire, ridurre la massa grassa e aumentare la massa muscolare.

Come funziona? Scopriamolo insieme, rivelando i 4 pilastri del digiuno intermittente!

1. Non è una dieta come le altre. Si tratta di un approccio realmente innovativo

Fasting

Se sei stanca di diete “miracolose” che non fanno altro che prosciugarti di tutte le tue energie e che ti fanno sentire in ansia per la costante necessità di pesare e contare le calorie di tutto ciò che mangi, devi sapere che con il digiuno intermittente questo problema svanisce completamente.

Non si tratta infatti di una dieta come le altre. Piuttosto è un approccio totalmente nuovo all’alimentazione, personalizzato e variabile a seconda delle tue necessità.

Non ci saranno quindi piatti da evitare come la peste o dosi precise al milligrammo da seguire alla lettera. Tutto si baserà invece su un’attenta alternanza fra alimentazione e digiuno, seguendo cicli di durata variabile a seconda dell’esperienza e dell’obiettivo prefissato.

2. Vantaggi chiari e dimostrati scientificamente

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L’intermittent fasting si basa su un concetto semplice: replicare il regime alimentare “naturale” dell’uomo, quello seguito dai nostri antenati raccoglitori – cacciatori (o hunter-gatherers). Come avrai già intuito, nell’antichità, i nostri progenitori non si sedevano a tavola a orari prestabiliti, mangiando con posate di argento una quantità prefissata di cibo preso ogni giorno dalla dispensa.

Lo stile di vita molto attivo e la quasi totale assenza di scorte derivanti dall’agricoltura li spingeva a muoversi per gran parte della giornata alla ricerca di cibo. Una volta trovata della frutta, qualche noce, o qualche altra leccornia, essi la consumavano sul posto in modo rapido ed efficiente.

Il digiuno intermittente mira a replicare nei suoi fondamenti questo approccio alimentare. L’applicazione precisa di questo approccio (unito all’aiuto e la consulenza personalizzata di un professionista medico) è stata dimostrata benefica su diversi fronti:

  • Riduzione dell’insulina.
  • Perdita di peso.
  • Aumento dell’ormone HGH, con conseguente aumento della massa magra e riduzione dei grassi.
  • Riduzione della glicemia.
  • Miglioramento generale dello stato di salute.
  • Maggiore sensazione di energia (dopo un periodo di adattamento iniziale).

3. Versatilità

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Quante volte ti è capitato di pensare che una dieta rigida e prestabilita non potesse essere adatta alle diversissime necessità di milioni di uomini e donne? Stili di vita diversi, orari diversi e tanti altri aspetti non possono far altro che far sorgere questo dubbio.

Le perplessità sono fondate: anche per questo motivo l’intermittent fasting si declina in varie tipologie (più o meno estreme), mirate a raggiungere diversi obiettivi.

Per questa ragione è molto importante che tu, prima del tuo medico e di chiunque altro si affianchi a te in questo percorso, abbia le idee chiare sull’obiettivo che intendi raggiungere.

4. Metodi diversi per persone diverse

Food

Eat Stop Eat: Mangia – Digiuna – Mangia

Questo è l’approccio più estremo al digiuno intermittente ed è stato ideato da Brad Pilon. In questo caso si dovrà seguire un digiuno assoluto per 24 ore consecutive, 2 volte alla settimana.

Leangains: aumento mirato della massa magra

Scendiamo a livelli meno estremi con l’approccio creato da Martin Berkhan per culturisti, bodybuilder e sollevatori di peso. In questo caso i cicli di digiuno sono più frequenti ma meno lunghi. Nel caso di una donna, si dovrà osservare un digiuno assoluto per 14 ore consecutive e nelle restanti 10 si potrà mangiare liberamente.

Dieta del Guerriero

La Warrior Diet, creata da Ori Hofmekler è più estrema rispetto a quella vista in precedenza. A fronte di 20 ore di digiuno assoluto, da seguire ogni giorno, si avranno 4 ore “libere” in cui poter mangiare.

5:2

Il metodo 5:2 è uno fra i più utilizzati e non prevede un digiuno assoluto. Nei 2 giorni di “scarico”, ci si dovrà limitare però a un massimo di 500 – 600 calorie.

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